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PIROETTE AL POTERE.

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La politica Italiana somiglia sempre più ad esercizi acrobatici circensi.

Governo si, Governo no: le acrobatiche giravolte del circo della politica Italiana.

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Chi, come me, pensava di aver visto tutto sulle acrobazie della politica, stupisce.   Sarà che le lezione della storia non le vogliamo capire e, quando le capiamo, riusciamo solo a pensare che  i tempi sono cambiati, che ci siamo evoluti sul piano sociale e individuale, che certi errori non siano più attuali.

Innocenzo II, il  Papa che nel 1209 approvò l’ordine di San Francesco, lo stesso anno bandì la Crociata contro i Catari, ultimata nel 1229 con un genocidio; eppure le posizioni  dei (presunti) eretici erano vicinissime a quelle dei Francescani.   Avrebbero potuto, in maniera similare, essere accolte nella Chiesa.  Errori di tempi passati?  Forse!

Il 12 luglio del 2009 Beppe Grillo, fondatore poi dei Pentastellati, annunciò la sua candidatura alle primarie PD.  Il 14 luglio la Commissione Nazionale di Garanzia del PD rigettò la candidatura.  Segretario del Partito era Dario Franceschini, quello che definirei un uomo per tutte le stagioni[1], ora impegnato, in rappresentanza di Nicola Zingaretti, nelle trattative per l’accordo di Governo.  Probabilmente (sul passato non ci sono controprove) l’ammissione della candidatura di Grillo avrebbe creato nel PD una delle tante correnti interne, non lontano dalle posizioni, ad esempio, di Stefano Fassina, poi Vice Ministro all’Economia in quota PD nel Governo Enrico Letta.

Acqua passata, mi si obbietterà!   Si ma non è passata la vicenda i cui strascichi, con toni vicini al grottesco, si verificano in questi giorni.  Il Movimento5Stelle, nato da quel diniego di un decennio fa, rapidamente è scivolato su inaccettabili posizioni populiste di destra, aprendo una guerra senza quartiere a quel PD che non aveva voluto accoglierlo.

Nel frattempo all’interno del M5S sono prosperate posizioni decisamente di destra, culminate nella alleanza con la Lega, nella assunzione di obiettivi al limite dell’accantonamento della democrazia rappresentativa come nel caso del referendum propositivo.   In nome del principio “uno vale uno” si sono portate in posizione di responsabilità personaggi al limite della barzelletta per irresponsabilità e incompetenza.

Penso che questo Governo avrà vita breve se all’interno dei 5 Stelle non si procederà ad una profonda revisione, ad un allontanamento dai vertici di quei nomi troppo compromessi nella precedente esperienza[2].

 

 

 

[1] Ex Democrazia Cristiana, ex Partito Popolare Italiano, ex Margherita, tanto per citare i punti salienti della sua carriera

[2] http://giuli44.altervista.org/sfogliando-la-margherita/