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POTERI FORTI.


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Chi sono i poteri forti? … … … … … … … … … … …da pecorarossa.it

Molti, specie dal lato governativo, parlano ne parlano, ma chi sono?

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“I poteri forti? Non li temiamo e si ricrederanno”.  Questo il mantra che arriva dagli “azionisti forti” del Governo, Di Maio e Salvini.  Non tengono conto i due che quelli che chiamano poteri forti sono in sostanza coloro che, con la sottoscrizione dei Titoli del Debito Pubblico, vengono chiamati a finanziare le loro misure economiche.

I POTERI FORTI INTERNAZIONALI.

Sono principalmente i fondi di investimento internazionali che, raccolto risparmi, li investono: lo fanno con criteri di prudenziale oculatezza.  Molti hanno vincoli precisi di portafoglio: per esempio non possono investire in strumenti che abbiano un rating[1] che si possa definire speculativo a tutela del capitale dei propri clienti, soprattutto quelli che agiscono come Fondo Pensione.

L’Italia in questo momento ha un rating che lo definisce “Debito di media qualità ma soggetto a rischio futuro”, un gradino appena sopra  “Debito con un certo rischio speculativo”.  Le maggiori Agenzie sono in attesa di dei dati definitivi della manovra finanziaria per la revisione periodica sul rating Italia.

Questo ha determinato la fuga dai BTP ed il conseguente aumento dello spread degli ultimi mesi, accentuatasi dopo le indicazioni contenute nel DEF.  Il calo di valore dei titoli di Stato ha causato un danno secondario: la perdita di valore delle Banche Italiane, che detengono BTP a garanzia dei conti correnti dei loro depositanti.  A catena quindi, le Banche saranno costrette ad aumenti di capitale per rinforzare la garanzia, senza poter escludere nuovi casi di bail-in.

I POTERI FORTI NAZIONALI.

I poteri forti nazionali sono costantemente sotto silenzio dalle trombe amplificatrici dei followers, ma esistono e sono ben presenti.  Il deficit esposto al 2,4% nel DEF, dopo lungo e ridicolo braccio di ferro all’interno dello stesso Governo, non è preoccupante in sé (c’è chi, anche di recente, ha fatto di peggio).  Turba perché si pone come schiaffo verso l’Unione Europea, per la volontà di cercare  uno scontro.  La rissa all’interno del Governo ha visto la sconfitta di Giovanni Tria, Ministro dell’Economia e delle Finanze ufficiale, e la vittoria del Ministro delle Finanze ombra, Paolo Savona, vero deus ex machina degli indirizzi in economici del Governo.

Il modello di Savona è esplicito: uscita dall’Euro e dall’Unione Europea.  Questo modello è pienamente condiviso dai due partiti che hanno il controllo del Governo, sia pur con diverse motivazioni.

Il modello Lega prevede sovranità monetaria per avere mano libera nella svalutazione che, a spese di lavoratori e pensionati, porta benefici alle industrie che esportano.  Il modello M5Stelle è analogo, con lo scopo di dare moneta (di scarso valore) ai propri assistiti per tacitarli.

C’E’ UNA ALTERNATIVA A QUESTI POTERI FORTI?

L’alternativa esiste, ma sarebbe impopolare: il recupero dell’evasione e della elusione fiscale. Calcoli approssimativi stimano l’evasione fiscale Italiana in 100 miliardi di imponibile: con l’elusione la cifra raddoppierebbe o, forse triplicherebbe.

Ora se guardiamo alle dichiarazioni non possiamo che definire questo come il  http://giuli44.altervista.org/governo-dellevasione/.  Recuperare l’evasione, non nascondiamolo, è difficile: richiede indagini, postula l’abbattimento dell’uso del contante, servono banche dati efficaci che, incrociando i dati, facciano emergere il nero.

Più semplice combattere l’elusione, frutto di una miriade di incentivi sparsi a pioggia o per affrontare situazioni di temporanea difficoltà o cedendo alle pressioni degli amici.  Lascerei fuori, per quanto contenuto nell’articolo “Governo dell’evasione” (cit.) detrazioni e deduzioni personali. Quello che mi chiedo è in grado, ha la volontà questo Esecutivo di farlo?  Dobbiamo rassegnarci al ritorno ad una nuova lira, con le sue continue svalutazioni e la compressione salariale conseguente? Dove è finita la revisione della spesa o non si vuole scontentare chi dello sperpero pubblico ha fatto la sua fortuna?  Cosa sono queste dichiarazioni di voler semplificare il codice degli appalti?  Si vuol forse far sparire la normativa anticorruzione?

Vogliono i nostri entrare nel Gruppo di Visegràd e da lì spaccare l’UE a favore dei “veri forti”, Putin, Trump e Cina sperando di averne riconoscenza in futuro e facendo dell’Italia il loro stuoino?

Faccio presente che l’Ungheria di Orbàn riceve dall’UE contributi netti per 3,6 miliardi di Euro annui[2], che reinveste all’interno con un Fiorino, svalutato i 5 anni del 13% [3].  Gli stipendi in quel Paese[4] sono per lavori non qualificati di € 296,00 e per quelli qualificati €. 388,50.  Imboccata questa strada è lì il capolinea, con una svalutazione iniziale e con quelle che seguiranno.

Contenti voi, sovranisti….. Ma chiudo ancora una volta con la frase di Lenin “I fatti hanno la testa dura e sono forgiati con una materia molto più solida delle illusioni”.

 

 

PER TUTTI COLORO CHE MI SEGUONO DAL BLOG LI INVITO A RIVEDERE L’ARTICOLO “PENSIONE DI CITTADINANZA” CUI HO AGGIUNTO UN POST SCRIPTUM.

[1] Qui entrano in gioco le Agenzie Internazionali come Moody’s e Standard & Poor’s che classificano il merito di credito      di chi emette titoli di debito.  Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Rating

[2] Vedi https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-08-28/l-euroscettica-ungheria-vola-grazie-fondi-europei-141104.shtml?uuid=AEomaJgF

[3] Vedi https://www.cambioeuro.it/grafico-euro-fiorino-ungherese/.

[4] Vedi http://www.itlgroup.eu/economia2/index.php/economia-finanza/item/1878-ungheria-2018-minimo-garantito-e-stipendio-di-base.