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PREVIDENZA.

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Previdenza Integrativa colpita dalla manovra.

La previdenza complementare è il ‘secondo pilastro’ del sistema pensionistico. (Dal vocabolario Treccani).

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Il dibattito sulla riforma della Legge Fornero, innovazione recepita di massima nella manovra economica, ha messo in ombra i Fondi di Previdenza Complementare.   Per tradizione consolidata da oltre mezzo secolo, la pensione in Italia è quella pubblica, erogata dall’INPS.  Trascurata la c.d. “seconda gamba” costituita dalla pensione integrativa.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE.

Questo sostegno al trattamento di quiescenza non è culturalmente entrato nella mentalità del cittadino lavoratore e, di conseguenza, risulta marginale nel dibattito politico.  Le dichiarazioni dei politici che fanno spallucce allo spread, trova larghi (ed improvvidi) consensi nell’opinione pubblica.  La maggioranza deposita il suo futuro nelle mani dello Stato, trascurando il fatto che le risorse non sono infinite e che le intenzioni del Governo in merito alla flat-tax non rasserenano l’orizzonte dei conti pubblici.

Accanto ai Fondi aperti proposti da società assicuratrici esistono i Fondi chiusi di categoria, che sono rivolti a determinate categorie (metalmeccanici, chimici, commercio, …).  Questi Fondi provvedono la loro raccolta attraverso i TRF, i contributi delle aziende[1], contributi dei lavoratori.  I fondi così raccolti vengono investiti: il rendimento degli investimenti determina il valore delle quote del Fondo.

VALORE DELLA PENSIONE.

E’ falso, quindi, che l’andamento dei mercati non influenzi il cittadino lavoratore.  Sarà il valore delle quote accumulate nel corso degli anni a determinare l’importo della sua pensione integrativa.  Ho preso in esame il Fondo Cometa, quello dei metalmeccanici, il più grande.  COMETA investe in diversa misura, a seconda della tipologia di rischio prescelta dall’aderente, in obbligazioni, titoli di Stato principalmente, o in azioni ( http://www.cometafondo.it/. – per chi volesse approfondire).  Faccio solo rilevare che il valore delle quote è in costante calo da gennaio fino all’ultimo dato disponibile di settembre.

E’ un inganno quindi che il lavoratore medio se ne può fregare dello spread e delle ricadute relative degli andamenti di borsa, come si vuol far credere.  In particolare nel momento in cui alcuni provvedimenti sulle pensioni, che avrà probabilmente una durata limitata nel tempo e che contribuisce al peggioramento dello scenario economico, – https://www.termometropolitico.it/1327904_2018-10-26-pensioni-notizie-oggi-quota-100-rientra.html., verrà pagato anche da quei lavoratori 40-50enni cui verranno decurtate le pensioni integrative.[2]”

[1] Anche attraverso contributi maggiorati pattuiti nei Contratti di Lavoro Integrativi.

[2] Sullo stesso argomento  http://giuli44.altervista.org/535-2/. ,  http://giuli44.altervista.org/borsa-spread-e-salvini/., http://giuli44.altervista.org/italexit/.