PROGRAMMI E GOVERNO.

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Marco Furio Camillo, salva il PD e il Paese!

PROGRAMMI E GOVERNO.

Tocca ora al PD partecipare alla sceneggiata Programma di Governo.

Dopo aver cestinato Salvini i 5Stelle tentano il dialogo con il PD degli sconfitti.  Uno strano dialogo del quale a noi, tapini sudditi, non trapela quasi nulla.  Io ho capito che verrebbero presentati dei punti programmatici come se fossero un capitolato di appalto.  Prendere (e scomparire definitivamente dalla scena) o lasciare (e andare a nuove elezioni, con pari risultato).

L’atteggiamento di Di Maio è improntato al trasformismo e al cinismo.  Si parla di due forni, come se portare a cuocere il proprio pane dal fornaio (PD) fosse la stessa cosa che portare la pagnotta a cuocere nell’altoforno (Lega).

Sapevo che la politica è l’arte della mediazione, ma questo significa impegno.  Quale l’impegno da chiedere al PD?   Fare un propria controfferta, chiedere una commissione paritetica nella quale porre precisi paletti.

Una politica industriale che dia un preciso segnale alle troppe crisi in essere (Alitalia, Ilva, Alcoa, etc.), indirizzata verso lo sviluppo, mettendo fine allo spreco di risorse pubbliche in aziende decotte.

Proseguimento nell’azione di ammodernamento infrastrutturale del Paese, specie per quelle opere (TAV, TAP) in sintonia con il resto dell’Europa.

Semplificazione burocratica: non servono nuove Leggi, ma l’abolizione di qualche centinaio di norme esistenti, specie in materia fiscale.

A questo proposito invito chi ne ha la pazienza a leggere la giungla di detrazioni e deduzioni contenute nelle istruzioni della dichiarazione dei redditi: sembrano scritte solo per implementare l’attività di fiscalisti, commercialisti e CAF.  So che andare a toccare anche uno solo di questi privilegi (ma di questo in soldoni si tratta per la maggior parte) solleva una schiera di manifestanti piagnucolosi, ma una rivisitazione organica della materia appare indispensabile, consentendo inoltre un recupero non marginale della base imponibile.

Una politica scolastica che metta sul campo una riforma che dia parità a tutti i ragazzi, almeno nella scuola dell’obbligo (vedi il mio articolo del 22 aprile).

Lotta alla disoccupazione giovanile indirizzando, almeno in parte, su questa iniziativa i risparmi derivanti dalla Legge Fornero, ricordando che un Paese che guarda più ai pensionati che ai giovani ha chiuso le porte al suo futuro.

Una lotta alla povertà che rafforzi il REI, ma che accantoni il Reddito di Cittadinanza, proposta che servirebbe solo a premiare i fannulloni e a dare ulteriore incremento al lavoro nero.

Concludo: il momento non è facile, ma caro PD, rimboccarsi le maniche e dare una propria impronta, se un Governo deve nascere!

27 aprile 2018

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