PROGRESSISTI: CHE FARE?

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Manifestazione di piazza di Progressisti negli anni ’80.

Il PD appare paralizzato, le altre formazioni progressiste polverizzate nelle loro percentuali da prefisso telefonico. L’impasse per le sconfitte elettorali ha atrofizzato ogni iniziativa.

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Chi sono i veri Progressisti, molti si chiedono?  Molti Elettori si sono illusi che Lega e M5Stelle lo fossero ed in quella illusione continuano a cullarsi, chiudendo gli occhi sulle spinte reazionarie incardinate nei due movimenti.  Spinte che stanno portando all’isolamento dell’Italia nel contesto Europeo, avvicinandola politicamente proprio a quei Paesi (gruppo di Visegràd e Austria) che più di tutti hanno contribuito al fallimento di un ricollocamento dei disperati delle carrette del mare. Quei Paesi che hanno fatto scivolare la loro politica interna sempre più verso un “autoritarismo democratico” che molto ha di autoritarismo e poco di democratico.

Ma che succede a quei Movimenti e Partiti che hanno rappresentato i progressisti negli ultimi 70 anni?  Il PD appare paralizzato dalle diatribe interne e da una calotta polare che sembra aver congelato tutti i suoi leader: nessuno si fa avanti con una proposta seria, nessuno sembra avere un disegno politico di ampio respiro.  Ciascuno sta rinchiuso nella sua tana, come un animale braccato. Eppure è la stessa condizione in cui il Centro-destra si trovava dopo le elezioni Europee del 2014! Ma lì la pur criticabile, scellerata iniziativa di Salvini è stata in grado in pochi anni di ribaltare la situazione a suo favore.

Non parliamo delle altre formazioni: Leu e Più Europa hanno, nei sondaggi e nell’Elettorato, percentuali da prefisso telefonico di grandi città.  E nessuno, anche lì, prende una iniziativa per un movimento che cerchi di riunificare i progressisti: i pochi che votano, i troppi che si astengono, i tanti che sono migrati verso quelle vomitevoli posizioni populiste imperniate sui Dioscuri Neri (Salvini, Di Maio).

Non posso credere che i milioni di Elettori Italiani che da decenni hanno frequentato manifestazioni progressiste di ogni tipo (in difesa dell’ambiente, dei posti di lavoro, del diritto allo studio, della Democrazia anche di altri Paesi, dell’Antifascismo) lo abbiano fatto per “far sega” per un giorno dalle fabbriche e da scuola!  So che molti di loro hanno votato per il Populismo, ma so che, dentro di loro, si sentono dei Traditori, degli Eretici e sono pronti a fare marcia indietro davanti a progetti chiari, sostenibili e condivisi.

In marcia, dunque, mettiamo a nudo il Re Travicello (Giuseppe Conte): diciamo con chiarezza che per personaggi di quel tipo non c’è spazio nel nostro Paese, smettiamola con i massimalismi, retaggio di defunte ideologie, con le antipatie e i sospetti personali e formiamo un fronte comune e credibile.  La marcia nel deserto, riuscita a Salvini in meno di un lustro, sia tale e con analoghi risultati anche per il Movimento Progressista.  Non scendiamo nel loro campo raccogliendo le  provocazioni sui migranti, ma talloniamoli sui veri problemi di questo Paese.   Diciamo finalmente e chiaramente la verità: che non c’è futuro senza Europa, che non si possono caricare i nostri figli e nipoti con un debito pubblico mostruoso da pagare, noi, una generazione che verrà maledetta dai suoi eredi.   Affermiamo che una alternativa c’è.

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