RAI, fiction, educazione.

 

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Fuori dalla mia cucina !!!

RAI, fiction e comportamenti.

L’argomento di oggi sarà leggero, … ma non troppo.  Come penso facciano molti di voi seguo volentieri alcune fiction che la nostra RAI trasmette. Oggi vorrei trattare questo argomento non per parlare di trame o divi, ma per esaminare l’ambiente sociale e i comportamenti dei vari personaggi.

Trattandosi di “mamma RAI”, cioè TV pubblica pagata col canone di tutti noi cittadini, mi  aspetto un qualche risvolto educativo, volto ad innalzare nello spettatore la qualità dei costumi, pur senza pretendere una anacronistica morale finale.  Noto invece un ampio lassismo nel rappresentare le situazioni.

Non mi riferisco a spaccio o consumo di droghe che possono essere afferenti la vicenda, ma frequentemente, e in più serial, vedo persone salire in auto senza allacciare le cinture, guidare moto senza casco, bere superalcolici, fumare gettando a terra mozziconi.

In un noto serial di RAI3 sono raccontate persone che vanno e vengono per la cucina di un ristorante per farsi quattro chiacchiere, si improvvisano aiuto cuochi senza copricapo e, probabilmente, senza le necessarie visite sanitarie.  Altri individui che, distratti da più o meno plausibili motivi personali, abbandonano arbitrariamente il posto di lavoro.  Tutti ripetono continuamente, anche di fronte all’interlocutore che ha fretta, “hai un minuto”; e giù con una tiritera fiume, alla faccia della puntualità e degli impegni.

In un’altra fiction possiamo vedere l’abitazione di un noto e amato commissario ubicata, insieme ad altre, su una bellissima spiaggia in barba a qualsiasi norma urbanistica e demaniale.

Possibile che gli sceneggiatori non dimostrino alcuna sensibilità civica?   Queste serie televisive sono ampiamente seguite anche all’estero, sono un nostro biglietto da visita nel bello (trame, luoghi e paesaggi) e nel brutto (la rappresentazione di un popolo di maleducati che fa strame delle norme del vivere civile).

6 aprile 2018

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