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RASSICURAZIONI.

Risultati immagini per NO EURO
Nonostante le rassicurazioni l’obiettivo è ancora NO EURO.

Dal Governo giungono più voci con dichiarazioni tranquillizzanti.

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Conte, Salvini, Di Maio, Tria, persino Savona danno rassicurazioni sulla permanenza dell’Italia nell’Euro e nella UE.  Sono credibili quando di fatto, smentiscono le quelle stesse garanzie?

DIALOGO.

Sostengono che sono disponibili ad un dialogo con gli Organi Comunitari sulla sostenibilità del bilancio: nello stesso tempo mandano una lettera a Bruxelles in cui si irrigidiscono nelle loro posizioni,[1] chiudendo ogni spiraglio di negoziato, nonostante i segnali di compromesso impliciti giunti.  http://giuli44.altervista.org/compromesso/.

E’ chiara la volontà di rottura, posizione elettoralistica che guarda non all’interesse del Paese, ma alle elezioni Europee di maggio.  Da quelle elezioni dicono di attendersi grandi cambiamenti nelle posizioni della UE.  Smentiti anche qui nei fatti: se anche i così detti “sovranisti”[2] dovessero imporsi a livello Europeo le regole, lungi dall’ammorbidirsi, diverrebbero ancora più rigide.

Basta vedere le posizioni di Sebastian Kurz, Cancelliere Austriaco e sovranista, che in nome del sovranismo, nega qualsiasi flessibilità all’Italia.  D’altronde sono le stesse posizioni che la Lega aveva fino ad alcuni mesi fa nei confronti del Meridione: le Regioni del Nord non possono farsi carico degli sprechi del Sud.

ITALEXIT.

Sembra quindi trasparente che il vero obiettivo del Governo è l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea e dall’Euro.  Le rassicurazioni sono quindi di facciata, per non creare il panico fra chi, anche fra i loro elettori, è contrario a qualsiasi “piano B”.

Forse alcuni hanno dimenticato a cosa ci riporterebbe una sovranità monetaria senza vincoli messa in mano a politici spregiudicati che fanno del consenso immediato il loro fine.  Chi invece non era ancor nato o era ancora bambino, viene invitato a leggere http://giuli44.altervista.org/italexit/.

Testimonianza di questa volontà di uscita le dichiarazioni, anche recenti, di Grillo, uomo facciata dei 5Stelle, e di Salvini, che ha portato nel simbolo elettorale il NO EURO.  Altra prova: nessuno dei due parla più di referendum sull’Euro; certi di una bocciatura preferiscono la via di porsi in una posizione tale da venir espulsi.

 

[1] http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/10/22/manovra-vertice-a-palazzo-chigi-conte-vicepremier-tria_a26a98e5-2611-4c62-9671-8b8647b4e490.html.

[2] A questo proposito faccio riferimento a http://giuli44.altervista.org/sovranismo/.