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REFERENDUM PROPOSITIVO.

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Alla Camera dei Deputati arriva la proposta di Legge Costituzionale.

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Dopo aver posto mano allo scardinamento dei conti pubblici, Lega e Movimento 5 Stelle si apprestano a smontare la Costituzione[1],  Il primo provvedimento che si trova al vaglio Parlamentare è quello sul referendum propositivo.

Secondo le opposizioni le norme favorirebbero il potere delle lobby che, in assenza di una normativa che ne disciplini le regole, già ora hanno decisiva influenza nella formazione delle Leggi. “Ma finalmente le lobby si potranno palesare” controbatte la M5S Valentina Corneli, ammantando il provvedimento di retorica populista “Finora si muovevano nell’ombra”.  Non credo che il rimedio possa essere questo[2].

Questa norma in particolare, ancor più se vista nel coacervo delle altre proposte, segna un vulnus nella Democrazia Parlamentare Rappresentativa, cardine del sistema in cui è (finora) inserita l’Italia.   I Parlamentari devono essere strumento di mediazione fra le cose auspicabili e quelle possibili nella società, volàno per lo sviluppo delle libertà e del benessere, non dei notai cui portare atti confezionati da controfirmare con la formula prendere o lasciare.   Almeno teoricamente.

Dalla piattaforma Rousseau potrebbe partire qualsiasi cosa: un corpo di spedizione in appoggio ai gilet gialli, l’approvazione di una tassa per chi ha occhi azzurri o l’eutanasia obbligatoria per chi è in pensione da più di 15 anni ….

Il referendum rischia di essere la scorciatoia di politici inetti e ponziopilateschi che, per mancanza di coraggio, demandano le decisioni a un elettorato che, troppo spesso, non sa su cosa si esprime, non è documentato, non ha il tempo o la voglia per farlo.  Il politico, per valutare la bontà di istanze e proposte, ha a disposizione una alta retribuzione per mantenersi, staff tecnici, organi consultivi.  Il normale cittadino ha a disposizione solo i mezzi di informazione, spesso incompleti e distorti da propaganda di parte.

Guardiamo a cosa ha portato l’inettitudine di Cameron alla Gran Bretagna: un vicolo cieco da cui nessuno sembra poter uscire.  La grande epoca referendaria del divorzio o dell’interruzione della gravidanza sembra irrimediabilmente tramontata e qui viene imposta una Legge priva di quorum (solo in successivo momento le opposizioni  sono riuscite ad inserire un quorum al 25% degli aventi diritto) che comunque certificherebbe una “dittatura della minoranza”.  Dove si stanno nascondendo i difensori della Costituzione più bella del mondo?  Invito a contattare i Parlamentari di riferimento con mail o qualsiasi altro mezzo per chiedere che venga almeno inserito il doppio quorum: 50+1 degli aventi diritto nella partecipazione al voto e per far ogni sforzo per alzare  il quorum approvativo oltre il 25%.

Per gli aspetti più tecnici rinvio al post del Prof. Giancarlo Rolla, Costituzionalista, su questo blog:   http://giuli44.altervista.org/referendum-propositivo/

 

 

[1] https://www.youtrend.it/2019/01/16/referendum-propositivo-proposta-riforma-costituzione/.

[2] https://www.repubblica.it/politica/2019/01/16/news/referendum_camera_pdl_riforma_costituzionale-216701557/.