RENZI HA PARLATO

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L’inflazione selvaggia conseguente alla svalutazione non permette più di acquistare cibo. Le donne dimostrano battendo le loro casseruole vuote. Argentina 2001.

FINALMENTE HA PARLATO.

Dopo 2 mesi di assordante silenzio, Renzi ha parlato, magari nella sede non appropriata.  Ho riascoltato più volte la sua intervista da Fazio e, sfrondandola delle stoltezze (specie del conduttore), ecco l’osso ed il mio commento.

Non siamo noi PD ad aver vinto, quindi non tocca a noi contribuire a formare il Governo. Sono ben in due (Salvini e Di Maio) che sbandierano di aver vinto.  Provvedano loro e vediamo cosa viene fuori…

Il ragionamento non fa una grinza, ma sotto sotto io ci vedo: lasciamo che Il loro Governo porti allo sfascio il Paese, poi interveniamo noi.  ERGO tanto peggio tanto meglio!..  e chi se ne frega dello sfacelo. Forse Renzi pensa: se faranno delle grosse castronerie interverrà la troika a mettere ordine. E se i due sconsiderati ci portassero fuori dall’Europa come reazione ad un intervento giudicato non collaborativo, ma esterno? O si è dimenticato delle loro dichiarazioni sovraniste, del loro affermare del ritorno alla lira per aver mani  libere e poter procedere a svalutazioni selvagge?   Quelle sì, metterebbero in ginocchio il Paese, portandoci a livello dell’Argentina delle cacerolas vuote, alla faccia dei gonzi che li hanno votati.

Le cose così non possono andare. Occorre una iniziativa di carattere Costituzionale che metta mano al bicameralismo, serve una Legge Elettorale basata sul doppio turno, ma devono essere loro a prendere l’iniziativa e noi contribuiremo.

Bene la prima parte, male la seconda.  Perché non può essere il PD a prendere queste iniziative e a chiedere un tavolo di discussione? Se si agisce per il bene comune non ci si deve vergognare di metterci la faccia!  Un partito, pur minoritario, può avere spazi di iniziativa propri. Ricordate il La Malfa padre? Aveva un partito con un minuscolo consenso, ma faceva sentire la sua voce con forza ed era tutt’altro che una mosca cocchiera!  Certo nel mentre c’è il problema del Governo, ma per far quagliare le cose non occorrono anni, bastano poche settimane se nasce un giusto spirito collaborativo. E’ ben vero che la modifica Costituzionale richiede di per sé tempi lunghi, ma chi impedisce a Gentiloni di proseguire fino all’autunno con l’astensione di tutti?   Vero c’è il problema del Senato (qui l’astensione vale voto contrario), ma un rimpasto che dia rappresentanza ai due galletti potrebbe sistemare la cose.  Come potrebbe sistemarle un tacito accordo che lasci proseguire Gentiloni senza farlo presentare alle Camere per la fiducia.

Concludo nella speranza che nella Direzione del Partito che si terrà domani prevalga il buon senso, che pur non sembra mancare in personaggi, sia pure un po’ sbiaditi, che lì siedono e che almeno la seconda parte di quel che propongo possa andare alla verifica.

2 maggio 2018

 

 

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