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RENZI PUO’ ESSERE CRITICATO’?

Può il PD fare a meno di Renzi e, ancor più, può Renzi fare a meno del PD?

Un curioso e acceso dibattito ieri su un social poneva questa domanda .

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Premetto che sono stato fin dall’inizio della sua avventura Nazionale un convinto sostenitore di Renzi, non tanto sul piano personale ma quale portatore di istanze innovative in una sinistra che spingeva essenzialmente su posizioni novecentesche e quindi, in misure atipicamente, conservatrici.

Nella linea politica Renziana vedevo (e vorrei continuare a vedere) un atteggiamento unitario che può, in maniera vincente, unificare sotto un unico tetto istanze, a volte anche contrastanti, che attraversano la sinistra ma che non la devono spaccare. Un tracciato in continuità con Veltroni e il suo solco di autosufficienza del PD, partito troppo spesso in precedenti esperienze prigioniero dei così detti cespugli, responsabili della inconsistenza dei Governi guidati da Romano Prodi.

Dopo questo lungo preambolo vengo all’argomento: si può criticare Renzi?  Io l’ho fatto inoltrandogli personalmente le mie osservazioni già anni addietro.  Per questo non ne ho messo in dubbio la leadership.  Uno degli errori che le persone ai vertici di una catena di comando fanno (lo so per esperienza personale) è quello di circondarsi di yes man che mai lo contraddicono, quando ragione vorrebbe essere pronti ad ascoltare le critiche per non cadere in gravi errori.

Un errore politico fondamentale di Renzi è stato, dopo le Europee del 2014, non andare ad elezione politiche anticipate che gli avrebbero dato una solida maggioranza autonoma.  Ha preferito tenere in piedi un Governo con formazioni improvvisate basate prima sull’appoggio del gruppo di Alfano, allargato poi all’ambigua formazione di Verdini.

Il varo del REI non è valso a scongiurare la presa di distanza di molti ceti popolari perché troppo tardivo.  Il provvedimento avrebbe potuto essere finanziato in luogo dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa: manovrando sulla quota esente (a salvaguardia sia dei cittadini più deboli che delle casse dei Comuni) ci sarebbero state le risorse per un REI corposo e più tempestivo.

Troppi provvedimenti hanno impiegato risorse a pioggia. So che molti non hanno visto un disegno organico collegante, ad es. il buono bebè, 18app; altri hanno inteso che fossero semplici regalie pre-elettorali, come per gli 80 Euro.  Quelle risorse avrebbero potuto essere meglio impiegate per un taglio del cuneo fiscale a favore di imprese e lavoratori.

Concludo affermando il mio punto di vista: Renzi si può criticare in maniera costruttiva e senza metterne in discussione il giudizio, complessivamente positivo, dell’intera azione di Governo. A suo merito non dimentichiamo che è stato l’esecutore dell’ingresso del Partito nel PSE.  Auspico che esca dalla sorta di limbo politico, nel quale al momento si trova, per occupare quella posizione che gli compete nel PD in uno spirito unitario di sinistra.[1].

[1] https://www.linkiesta.it/it/article/2019/06/11/matteo-renzi-partito-pd/42481/.