ROM E POPULISMO

Asperg 22 aprile 1940: Sinti in attesa di essere deportati. https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/36/Bundesarchiv_R_165_Bild-244-47%2C_Asperg%2C_Deportation_von_Sinti_und_Roma.jpg

ROM E POPULISMO.

L’ennesima sparata di Salvini prende di mira i Rom, argomento populista per eccellenza.

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Mettere nel mirino i Rom è argomento che certamente paga: poteva l’ineffabile Salvini non toccare questo argomento?  Lo ha fatto col suo strisciante e roboante razzismo che, a quanto pare, raccoglie sempre più consensi, secondo sondaggi, anche a scapito del suo improbabile alleato M5Stelle, che rischia lo stritolamento.

Non nascondo che una certa antipatia per i Rom sia qualcosa di quasi epidermico per tante persone, che anch’io quando sull’autobus e sul metrò ne vedo salire un gruppetto controllo di avere ancora  portafogli e telefono cellulare nelle tasche.  Fa parte di una atavica diffidenza reciproca che da secoli contraddistingue il rapporto con questo popolo.  Salvini, maestro, anzi professore, nell’arte di parlare alla pancia della gente, poteva tacere sull’argomento?

Nel giugno 1936 il ministero degli Interni del Terzo Reich affidò la questione zingara alle autorità, chiedendo di operare attraverso leggi speciali per risolvere il problema.  Nel decreto del 14 dicembre1937 il Dottor Robert Ritter affermava che gli zingari erano geneticamente criminali: in seguito a ciò venne istituito nel 1939 un corpo speciale di Polizia Criminale per il controllo del nomadismo; l’Ufficio centrale per la sicurezza dello Stato, ordinò che gli zingari presenti in tutto il territorio del Reich fossero schedati e confinati in campi di internamento, in vista di una soluzione finale (la deportazione verso la Polonia occupata, in un primo tempo).  Venne imposta nei confronti dell’etnia la sterilizzazione di massa.   Nel 1941 nel ghetto di Łódź venne istituita un’area speciale per gli zingari, finché si giunse al 1942 quando, in vari campi di sterminio, mezzo milione di Zingari furono avviati alla vera soluzione finale con l’eliminazione mediante gasificazione.

Quindi, caro Salvini, tutto iniziò con un censimento. Con queste questioni non si scherza: si parte per controllare e si finisce per sterminare: facciano attenzione tutti coloro che applaudono, non sia mai che qualche loro pecca  etnica (che so, un nonno terrone) finisca nel mirino di cotanto statista.

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