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SE I MIGRANTI SONO UN PROBLEMA.

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Controllare i flussi migratori e far cessare il macello in mare e nei campi Libici. Gli accordi di Malta devono essere un primo passo per una soluzione dei problemi.

Dopo gli accordi di Malta cosa cambia sulla politica migratoria.  Basta questa indirizzo?

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Toni trionfalistici nel Governo Italiano sugli accordi[1] raggiunti a Malta,  Certamente la diversa impostazione dei problemi nei confronti degli altri partner Europei del nuovo esecutivo ha avuto un suo importante ruolo.  Restano fuori dall’intesa gli arrivi autonomi, i così detti “barchini” e si rimettono in campo le navi ONG, il cui operato opaco è al vaglio della Magistratura, almeno per alcune di esse.

Bene quindi l’accordo che però non sembra la soluzione del problema ma solo un primo passo.   Cerco di capire, basandomi sulle dichiarazioni che vengono fatte in queste ore,  quali possano essere i passi successivi.

Un passo importante sarebbe concretizzare “l’aiutiamoli a casa loro” con un piano preciso della Unione Europea a favore dell’Africa.   Solo la cooperazione (e le regole) daranno un futuro al continente e gli consentiranno di uscire dalla attuale tragica situazione.   Nel contempo va assolutamente disinnescata la bomba demografica che lo caratterizza e che mette a rischio l’intero pianeta.  Come si vede non è una questione che possa essere risolta nel breve termine..

Al contrario in breve tempo potrebbe essere risolta la questione della gestione dei campi profughi in Libia.   Il servizio di ieri di Presa Diretta (RAI 3) ci ha informato che mandiamo milioni di euro ai centri di accoglienza in Libia, nessuno poi controlla come vengono gestiti: intanto i “centri di accoglienza” sono veri e propri  lager.   Gli aiuti umanitari vengono requisiti dai sorveglianti dei campi e rivenduti, le persone vengono sistematicamente malmenate, torturate, uccise.  Viene loro negato cibo e acqua.

Questo scandalo deve finire.  I campi profughi devono essere tolti al controllo dei Libici  e gestiti direttamente dall’Europa, convertendoli in corridoi umanitari.   Chi ha diritto di asilo venga inviato, in sicurezza, come rifugiato in Europa, provvedendo al respingimento nei Paesi di origine di chi il diritto non lo ha.  Questo eviterebbe la tragedia dei gommoni alla deriva nel Mediterraneo.

Nel contempo serve un lavoro diplomatico con i Paesi dai quali i migranti partono: un simile approccio salverebbe non solo vite ma la stessa Europa: una politica indiscriminata di porti aperti (come quella pre – Minniti) rafforzerebbe a macchia d’olio su tutto il nostro Continente le posizioni sovraniste e razziste di quelle forze politiche, ora rintuzzate, ma sempre in agguato, pronte sfruttare ogni passo falso.

 

 

 

[1] https://www.repubblica.it/cronaca/2019/09/23/news/ocean_viking_messina_malta_vertice_ue_immigrazione_ridistribuzione-236702123/

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