SICUREZZA.

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Regno degli Orchi in cambio di sicurezza?

Cosa siamo disposti a sacrificare per la sicurezza:  libertà e umana coscienza?

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I PENSIERI DELLA NOVANTADUENNE NONNA EDILIA.

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Sicurezza = “Araba Fenice” sempre rincorsa, sempre sfuggente, anelito di pace, serenità, convivenza civile.

Quando ne avvertiamo la precarietà ci sentiamo accerchiati, si insedia il tarlo del sospetto, del dubbio.  Tutto ne è pervaso: pensiero, progetto, azione: dagli investimenti finanziari fino alla chiusura ermetica della porta di casa.  La reazione naturale, popolare è la ricerca convulsa di chi è il responsabile del malessere.

La nostra instabilità emotiva è terreno fertile disposto ad accettare messaggi rincuoranti, politiche simili a pubblicità accattivanti.

Non difficile trovare il punto focale, debole su cui far leva ed a cui attribuire la causa del nostro disagio (è il “diverso”), suggerendo i metodi (quali che siano) per contrastarlo.  L’esperienza è maestra, il presente il testimone.

Terra, vita, libertà: valori comuni, diritti umani.  Non consentono lottizzazioni né territoriali né storico-culturali.  Quando viene meno questo presupposto abbiamo, come risultato, discriminazioni pregiudiziali, biologicamente assurde, insofferenze.

Forse è proprio questa verità che, nel profondo delle nostre coscienze, genera malessere, diffidenza, generico ossessivo odio, potenzialmente disumano.

 

Cara Edy,

Il Parlamento, sulla spinta del Governo, ha approvato il “Decreto sicurezza bis”.  Premesso che l’Onu, tramite l’Alto Commissario Bachelet ha pronunciato severe critiche e che altrettanto ha fatto il Presidente della Repubblica, senza entrare nel merito delle singole misure rilevo la questione: possibile che a poche settimane dal 1° Decreto se ne debba fare un secondo?   Incapacità dei Governanti o strette successive e progressive per limitare le libertà?

Il “Regno degli Orchi” è in agguato: facendo leva sulle debolezze di una popolazione sempre più anziana e fragile, presenta ed esalta fatti isolati (la criminalità, secondo le statistiche, è in regresso) per insediarsi ancor più in profondità nel tessuto sociale.

 

 

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