SILURI SU CARIGE.

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Pronti a silurare anche questo?!?

Dopo aver colpito e affondato la nave Bastianini (ex A.D. di Banca Carige) ora il sottomarino Malacalza punta i suoi siluri dritto su Fiorentino.

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Con metodi discutibili ed intimidatori Vittorio Malacalza, azionista di maggioranza di Banca Carige, dà mandato ai suoi legali per «valutare se, in relazione agli stessi (i fatti gestionali messi in essere dall’Amministratore Delegato Fiorentino), siano ravvisabili profili di rilevanza penale, riservandosi, nel caso, di assumere le più opportune iniziative a tutela della sua persona».

Ridicolo appare il riferimento «a tutela della sua persona», semmai del suo gruzzolo, trascurando il fatto che migliaia di piccoli azionisti hanno, percentualmente, subito perdite ben superiori alle sue ed altre, purtroppo, ne subiranno proprio in forza di questi suoi ripetuti atteggiamenti.

Questo suo gesto mette a rischio non solo i piccoli azionisti, ma l’intero parco clienti che sta rischiando il ripetersi di una crisi che potrebbe portare alla dissoluzione dell’Istituto, con relativo bail-in.

Ho già scritto diverse cose sull’argomento, da ultimo http://giuli44.altervista.org/braccio-di-ferro-in-carige/: invito chi legge a rivederlo.

Ora siamo alle intimidazioni, senza che da parte della Banca Centrale Europea (Carige, come vigilato speciale, ricade nella sua sorveglianza) venga preso alcun provvedimento.  Malacalza si trova nella Banca nella posizione di Vice Presidente, in funzione di Presidente per le dimissioni di Tesauro.  Tale posizione sembra chiaramente in contrasto con la direttiva della BCE stessa che ha consenttito al Malacalza l’incremento della propria quota azionaria, ma col vincolo di non ingerenza operativa nella banca.

Non ho le competenze necessarie per stabilire con certezza se la carica sia incompatibile con tale dettato, ma sicuramente questo tipo pressioni ed altre precedenti sono una pesante ingerenza.  Cosa aspetta  allora la BCE ad intervenire, magari costringendo la Malacalza Investimenti a vendere le sue azioni o a conferirle ad un blind trust?   Forse dalle parti di Francoforte a qualcuno farebbe comodo l’ennesima banca Italiana in gravi difficoltà?

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