SINDACI TRADITORI.

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A proposito di Sindaci traditori.

Così li definisce il Ministro dell’Interno.

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Il Ministro Salvini definisce traditori quei Sindaci che rifiutano l’applicazione  del “Decreto Sicurezza”.    La diatriba insorta fra Viminale ed alcuni Sindaci[1], in testa Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, va al di là della stessa controversia e riguarda metodi di formazione delle Leggi.

Il Governo sembra voler legiferare con un approccio assolutistico.  I Ministri, partendo da convinzioni personali, impongono una linea autocratica nei loro provvedimenti: non ascoltano i corpi intermedi, non consultano tecnici di settore, anzi ne ignorano e contraddicono i suggerimenti (vedi i casi Nava e Ricciardi).  Riducono il Parlamento da organo legislativo a ratificatore delle proprie decisioni[2], creando di fatto uno scivolamento verso una Democrazia Illiberale.

Nella fattispecie non hanno tenuto conto, nel loro splendido isolamento, delle ricadute negative su quella stessa società che pensavano di difendere.   La sicurezza non viene difesa gettando nella irregolarità, nella marginalità, decine di migliaia di persone, molte delle quali saranno spinte, per sopravvivere, verso la criminalità.

Sulla presa di posizione dei Sindaci l’ex Presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli dice: “Se ci sono atti che la legge prevede per i Comuni il sindaco non può disapplicarla. Se la disapplica, e in ipotesi interviene il prefetto o un’altra autorità, sorge un contenzioso e allora potrebbe essere sollevata una questione di legittimità costituzionale. Al momento – ha ribadito il costituzionalista – è un atto politico“.  Sulla stessa lunghezza d’onda è posizionato il Costituzionalista Michele Ainis.

Ecco dunque: se è un atto politico per arrivare alla Suprema Corte, bene, ma fintanto che siamo in una Democrazia le Leggi si applicano. Si contestano, ma si applicano.   Mi addolorerebbe che proprio il Sindaco di Palermo, una città dove il rispetto delle Leggi appare scarso, creasse un vulnus tanto grave, calpestando la Legge.

E se qualcuno lavorasse con lo scopo di dividere questo Paese?

 

P.S. ECCO COSA SCRIVE IN PROPOSITO MATTEO RENZI NELLA SUA ENEWS 559 DELLE 15.55

Io la penso come il Sindaco Dario Nardella: il decreto Salvini è scritto male, creerà molti problemi e pasticci e forse sarà sanzionato dalla Corte Costituzionale. Ma in attesa della decisione della Consulta, le leggi si rispettano. Salvini tre anni fa invitava alla disobbedienza civile contro le nostre leggi sui diritti civili, sul canone Rai e su molto altro. Proprio perché noi non siamo come Salvini.

E SERGIO CHIAMPARINO:

Non possiamo stare a guardare come se non stesse accadendo nulla. Stiamo dunque valutando se esistono i fondamenti giuridici per un ricorso della Regione”

 

[1] http://www.ilgiornale.it/news/politica/salvini-sindaci-disobbedienti-non-arretro-millimetro-1623985.html.

[2] http://giuli44.altervista.org/sfida-alla-democrazia/.

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