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SPESE E CRESCITA.

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La crescita necessita di tempo e di spese.

La manovra 2019 porterà a una crescita?

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La manovra 2019, imperniata su un aumento delle spese correnti, può far crescere l’economia del Paese?  La risposta non è immediata e le opinioni in materia controverse[1].

CRESCITA SENZA SVILUPPO.

L’aumento a deficit della spesa corrente può sicuramente portare ad una crescita della domanda, ma non dà certezza che in parallelo si sviluppi anche l’economia.  Se l’apparato produttivo non è in grado di soddisfare la maggior domanda le conseguenze possono essere:

  • maggior ricorso alle importazioni e conseguente deterioramento della bilancia dei pagamenti in stabilità di prezzi;

–   a questo il Governo sembra tentato di porre rimedio con una specie di “tessera annonaria” con elenco di beni acquistabili: simili metodi funzionano pessimamente in una economia di guerra, ancor più facilmente sono aggirabili in tempo di pace.

  • aumento dei prezzi e conseguente tensione inflazionistica se il mercato si trova in situazione di pieno impiego di uno dei fattori produttivi;

–           nessuno si pone la domanda se l’apparato produttivo è in grado di rispondere rapidamente e a costi costanti alla domanda aggiuntiva indotta e a quali condizioni.

Per questo sarebbe opportuno perlomeno affiancare alle misure di spesa corrente misure rivolte a favorire la crescita delle imprese.  Su questo fronte il Governo non solo non dà indicazioni, ma attua provvedimenti (tipo i maggiori oneri fiscali sulle banche) che ostacolano gli eventuali investimenti aggiuntivi che si rendessero necessari.  Bene quindi il sostegno dei redditi più bassi, pessimo il parallelo mancato sostegno all’economia.  Le risorse andrebbero ripartite nelle due voci.

Tra i contendenti in questa vicenda non ho trovato una sola analisi indirizzata all’approfondimento dei temi esposti: solo demagogia tesa a creare e soddisfare consenso nel Governo; solo preoccupazione per il debito eccessivo da parte dell’UE.

FINANZIAMENTO MONETARIO DEL DEFICIT.

Le regole Europee impediscono il finanziamento del deficit ad un solo Paese, per le ragioni ben spiegate in https://www.lavoce.info/archives/55708/55708/.

L’Italia non è la Grecia: non è un Paese in bancarotta.  Conseguentemente non è pensabile che una misura come il finanziamento monetario del deficit possa essere accolto.  Le tensioni inflazionistiche che accompagnerebbero tale misura si estenderebbero all’intera Unione.  Nessun Paese può accettare di avere una non voluta inflazione da contagio a beneficio esclusivo di un solo componente.

[1] http://giuli44.altervista.org/rilancio/.