STRIGLIATA A CARIGE

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Banca Carige: BCE non perdona.

Forti critiche della BCE, una vera e propria strigliata, a Banca Carige. Ora la parola agli azionisti.

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Finalmente si fa chiara la posizione della Banca Centrale Europea sul caso Banca Carige.  E la medicina, che peraltro già si conosceva, oltre che amara, è anche accompagnata da meritati schiaffoni alla Governance.

Su Yahoo Finanza ne potete trovare un sunto, su Milano Finanza un articolo più dettagliato (https://www.milanofinanza.it/news/le-richieste-della-bce-a-carige-201807230717357827).

BCE pone in evidenza la criticità di una Governance che “ ha risentito nel tempo di un elevato tasso di avvicendamento; dal 2014 la gestione esecutiva del Soggetto vigilato (Carige) è stata affidata a tre diversi amministratori delegati”, ponendo il dito nella piaga dell’eccesso di ingerenza dell’azionista di riferimento nella gestione, senza trarne, almeno esplicitamente, le debite conseguenze.   Ricordo che contro l’ex AD Montani, dopo il defenestramento, è stata anche avviata azione risarcitoria.  Che le recenti dichiarazioni di Vittorio Malacalza ventilano analogo tentativo contro Fiorentino.

Traspare il vero bersaglio delle critiche: la Malacalza Investimenti che ha causato questo ondivago modo di procedere.    Non sappiamo se BCE, oltre a quanto pubblicato, abbia indirizzato note “riservate” ai soggetti interessati, ma la minaccia di nuove e più stringenti prescrizioni in caso di inadempienza mi pare, di per sé, già sufficientemente significativa.

Dice BCE “il soggetto vigilato presenti alla Bce al più tardi entro il 30 novembre 2018 un piano approvato dal consiglio di amministrazione per ripristinare e assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre 2018. Tale piano dovrebbe valutare tutte le opzioni, ivi inclusa un’aggregazione aziendale. Qualora fosse perseguita una soluzione mirata a un’aggregazione aziendale per assicurare in modo sostenibile l’osservanza di tutti i requisiti patrimoniali, la Bce stabilirà un nuovo termine entro il quale al più tardi dovrà essere conseguita l’osservanza dei requisiti patrimoniali per rispecchiare le esigenze di tale operazione di aggregazione aziendale.”

La parola passa, per ora, al CDA del 3 agosto, poi alla Assemblea degli Azionisti da tenersi a settembre.   In tale Assemblea gli azionisti saranno chiamati a mettere i piedi per terra dopo le follie di grandeur dell’era Berneschi e lo sbando dell’era Malacalza.

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