TELECOM ITALIA E I MODERNI CORSARI

Immagine correlata
Telecom a babordo. Prepararsi all’arrembaggio.

TELECOM ITALIA E I CORSARI DEL GIORNO D’OGGI

Una storia di pirateria a danno di piccoli azionisti e dipendenti.

Oggi si è svolta l’Assemblea Straordinaria di Telecom Italia.  Il risultato è che Vivendi, fino a ieri, di fatto, azionista di controllo di Telecom, è finita in minoranza per l’incalzante azione del Fondo Americano Elliot che ha trovato l’alleanza di Cassa Depositi e Prestiti e di quasi tutti i piccoli azionisti. (Rammento che Vivendi, azienda francese, è controllata da quel Bollorè, arrestato in Francia la scorsa settimana per tangenti).

Ritengo però necessaria prima una breve storia delle vicende di Telecom.  Da Monopolista Pubblico della telefonia, nelle privatizzazioni effettuate nel 1997 dal Governo Prodi, l’azienda viene collocata sul mercato a 10.902 lire (€ 5.63).  Il Ministero del Tesoro trattiene il 3.65% del capitale con una Golden Share.

Nel 1999 Olivetti, controllata allora da Roberto Colaninno, lancia un’OPA (giudicata lacunosa da molti analisti finanziari) su Telecom: lo sgombro che si mangia lo squalo! E il Ministero NON esercita la Golden Share. Colaninno paga l’OPA facendo debito. Nel 2001 la società passa sotto il controllo di Tronchetti Provera (gruppo Pirelli).

In questi frangenti, attraverso operazioni di fusioni, cessione di immobili ed altre diavolerie i due riescono a caricare Telecom di quegli stessi debiti (quasi 40 miliardi di lire) che avevano contratto per acquistarla.

Fra il 2007 e il 2013 entra in scena la Spagnola Telefonica. Il debito viene abbattuto a 26,8 miliardi, ma il fatturato crolla da 31 a 22 miliardi.  Entrano in gioco anche vari Antitrust, in particolare in Brasile dove sia Telecom che Telefonica si configurano in posizione dominante.  Telefonica si fa da parte.

Nel 2016 Vivendi acquisisce una quota intorno al 20%, aumentadola poi fino all’attuale 23,94% con successivi acquisti sul mercato.

In tutto questo funambolico rigiro l’azione dai 5,63 € del collocamento ieri valeva 0,83 euro, dopo aver toccato dei minimi anche di 0,64 € nel 2016, pur non distribuendo dividendi dal 2013.  In 10 anni i dipendenti in Italia,  che nel 2007 erano 67.000, sono scesi a 50.000.

Ora ci si attende, grazie al Fondo Elliot e Cassa Depositi e Prestiti (mossasi peraltro solo dopo Elliot), che si ponga fine alle scorribande di gruppi che, per questioni puramente speculative, hanno saccheggiato una delle aziende cardine dell’economia Italiana a danno di dipendenti e piccoli azionisti-risparmiatori. Che si ponga fine allo scandalo dello spreco di risorse per la costruzione della rete nazionale in fibra ottica, procedendo ad una fusione fra Open Fiber (società peraltro controllata da ENEL e Cassa Depositi e Prestiti, quindi indirettamente dallo Stato) e la stessa Telecom e vengano avviati i passi necessari per la digitalizzazione integrale della rete, infrastruttura necessaria per lo sviluppo.

4 maggio 2018

 

 

Precedente RENZI HA PARLATO Successivo BEPPE GRILLO TORNA A PARLARE