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TUTTO VA BEN, MADAMA LA MARCHESA.

File:Alessandro Magnasco - Gypsy Wedding Banquet - WGA13848.jpg
Alessandro Magnasco. Genova 1667 – 1749 : Banchetto di nozze gitano.

Standard & Poor’s grazia l’Italia, ma il quadro della nostra economia è nero come un dipinto di Alessandro Magnasco.

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Dopo la Commissione Europea che sugli sforamenti di bilancio 2019 ha glissato, anche S&P ha chiuso un occhio (forse anche 2), procedendo ieri alla conferma del rating (scarso) per l’Italia.   Tutto rimane in sospeso fino a giugno, quando toccherà a Moody’s e Fitch pronunciarsi[1] e quando, post elezioni Europee, questo Governo potrebbe non essere più in carica, perlomeno con l’attuale composizione e “pesi” diversi fra i due alleati.

Se il rating viene confermato S&P non lesina i suoi rilievi.   In particolare rimprovera all’esecutivo in carica i due provvedimenti bandiera, quota 100 e reddito di cittadinanza: “abbasseranno la partecipazione al lavoro con impatto negativo sull’occupazione, sulla
crescita e sulle finanze pubbliche”.  Riscontra una “vulnerabilità macroeconomica” del Paese, rappresentata dalla “diffusa economia nera, non tassata, in particolare nel Sud”. Un problema storico che l’Italia non riesce a superare.  Rileva inoltre “un marcato deterioramento delle condizioni finanziarie ” evidenziando che “i continui cambiamenti politici indeboliscono il potenziale di crescita del Paese”.  Viene dopo sottolineato come l’economia italiana “sarà in una fase di stallo quest’anno e come le politiche del governo rischiano di rafforzare la rigidità dei salari e del mercato del lavoro”.

La parte che ritengo più preoccupante sono i fattori che hanno spinto l’economia italiana in recessione, con  il debito pubblico ancora in rialzo, nonché la rilevata inversione di tendenza sul fronte delle riforme e la volatilità della domanda esterna.   Sappiamo tutti che l’economia Italiana, a parte le arance in Cina, è manifatturiera: le nostre esportazioni sono semilavorati e componenti indirizzate essenzialmente in UE, in primis in Germania[2].

Orbene un articolo di Wall Street Italia[3] da proprio per la Germania previsioni economiche negative, legate a fattori contingenti (crisi dell’auto per le note vicende anti inquinamento e le tensioni commerciali) e a motivi più profondamente di sistema (scarso ammodernamento competitivo nei servizi, nella digitalizzazione).  Una crisi Tedesca si riverbera immediatamente sulle nostre imprese manifatturiere esportatrici.

Cosa rileva in proposito il nostro Presidente del Consiglio da Pechino?:   “Ce lo aspettavamo” (il non declassamento) e “Dovremo migliorare sicuramente ma per il momento va bene così”. Della serie DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO, SI VEDRA’… SPERIAMO NELL’ITALICO STELLONE…  TUTTO VA BEN MADAMA LA MARCHESA  (dove noi saremmo la Marchesa da imbonire[4]).

P.S. Per chi avesse ancora dei dubbi consiglio di leggere questo articolo di oggi, 28-4-2019:

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/27/standard-poors-rating-italia-cosa-significa/41953/

Il disegno di uscita dall’U.E. è sempre stato quello dei due compari al Governo, come in più post da me sostenuto (ultimo http://giuli44.altervista.org/a-pensar-male/).  Semplicemente, visti i sondaggi che davano gli Italiani contrari all’uscita dall’Euro, lo hanno accantonato, sperando, col loro comportamento in politica economica, di provocare una “espulsione” dell’Europa brutta e cattiva

[1] https://www.huffingtonpost.it/2019/04/27/graziati-ma-solo-fino-a-giugno_a_23718117/?ncid=yhpf

[2] Dati Ufficiali MISE – Ministero per lo Sviluppo ECONOMICO https://www.mise.gov.it/images/stories/commercio_internazionale/osservatorio_commercio_internazionale/statistiche_import_export/paesi_export.pdf

[3] https://www.wallstreetitalia.com/germania-economia-il-punto/

[4] Dal Dizionario TRECCANI.  Imbonire: Cercare di indurre qualcuno ad acquistare una merce o ad assistere a uno spettacolo, esaltandone le qualità e i pregi con frasi ad effetto