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U.E.: IMPLOSIONE O ESPLOSIONE?

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U.E. come Supernova: implosione e successiva esplosione?

Dichiarazioni e decisioni hanno caratterizzato fine settimana e la giornata di ieri.

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Ieri è stata probabilmente la giornata più convulsa dell’anno.  Dichiarazioni e decisioni su più fronti e coinvolgenti più Paesi, ma tutte rivolte alla messa in crisi dell’Unione Europea.

ALL’ESTERO.

In Francia Macron non solo fa marcia indietro nei confronti dei gilet gialli, ma assicura provvedimenti[1] che hanno un forte impatto sul deficit previsto per il 2019.  Dombrovskis dichiara “vigileremo, in attesa di vedere i provvedimenti”. Il che apre alla possibilità di una procedura di infrazione per deficit eccessivo.  Nel frattempo vengono mobilitati i  servizi segreti per vedere se potenze straniere hanno usato i social dei gilet gialli per diffondere falsi contenuti contro governo. Ci sarebbero migliaia di falsi account Twitter legati alla Russia, simili a quelli che erano entrati in azione durante il Brexit.

Nel Regno Unito Theresa May alza bandiera bianca e non va al voto Parlamentare sull’accordo Brexit con la U.E., proponendosi di tornare a Bruxelles per tentare di riaprire il negoziato[2].  L’U.E.  L’Ue ha confermato che questo è l’unico accordo possibile, altrimenti c’è il No Deal.  La sterlina crolla e il Governo vacilla sotto la spinta di una Camera dei Comuni sostanzialmente contraria alla Brexit.

IN ITALIA.

La situazione più convulsa rimane in Italia.  Salvini tenta di prendere in mano le redini del Governo: incontra le parti sociali; difende le grandi opere, giungendo a prevedere un referendum sulla TAV, quasi a collegarsi con la proposta tempo fa lanciata da Chiamparino.  Queste iniziative creano una malcelata irritazione nel M5Stelle, che risponde con la convocazione in massa di corpi intermedi e apre al referendum, strumento da me ritenuto assolutamente inadeguato su argomenti di natura tecnica[3].

Il Governo unanime insiste per l’adozione dei provvedimenti bandiera: quota 100[4] e reddito di cittadinanza[5], aprendo le porte alla procedura ben più grave di quella che toccherebbe alla Francia, per debito eccessivo,  Il tutto mentre all’orizzonte si profila una recessione.

Pare, da tutti questi segnali, che la paventata distruzione dell’Unione Europea sia più vicina, come voluto dalle potenze globali USA, Cina, Russia[6], che mal sopportano un quarto competitor.

 

[1] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/12/10/gilet-gialli-macron-serve-un-nuovo-compromesso-nazionale_953e8384-a62a-4aec-a38f-7b31171ac1a8.html.

[2] https://www.quotidiano.net/esteri/brexit-ultime-notizie-may-1.4339018.

[3] http://giuli44.altervista.org/referendum-sulla-tav/.

[4] Una misura temporanea,destinata ad essere sostituita da quota 41.  Mi chiedo perché non si passi direttamente tale misura.

[5] Secondo la Gabanelli (già candidata dal M5S alla Presidenza della Repubblica) il reddito di cittadinanza avrebbe la necessità, prima di essere introdotto, dI misure preventive atte al proprio funzionamento. Tali misure per essere attuate, necessiterebbero di 2 anni.  Segnalo inoltre sull’argomento https://it.finance.yahoo.com/notizie/errori-evitare-reddito-cittadinanza-150000032.html.

[6] http://giuli44.altervista.org/delenda-europa/.