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ULTIMA CHIAMATA?

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Ultima chiamata per l’Italia prima dell’apertura di procedura di infrazione.

I Ministri dell’Eurogruppo alla unanimità chiedono a Tria modifica della manovra: risposta «NO»

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Ieri, mentre in Italia impazzavano le polemiche sull’abusivismo edilizio, a Bruxelles, all’ECOFIN[1] si è consumata per l’Italia una sorta di ultima chiamata per la manovra economica 2019.  Al portoghese Mario Centeno, Presidente di Eurogruppo[2], evidenziando come sulla manovra italiana ci sia stato “un dialogo molto costruttivo”, il ministro Tria ha già fatto sapere che “la manovra non cambia”. Insomma un dialogo fra sordi!

PERVICACIA O ULTIMA SPIAGGIA.

Quindi, nonostante le rassicurazioni più volte ribadite anche dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte “con l’Europa abbiamo un dialogo franco e costruttivo”, la posizione Italiana resta quella di un sostanziale ultimatum: la manovra non si cambia.

L’Italia sta apertamente agendo non in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita” ha rimarcato Dombrovskis, aggiungendo che lo spread “sta avendo conseguenze sull’economia reale” dell’Italia e questo “può rallentare l’economia”.

La posizione dell’Italia è dunque di sfida aperta, contro il parere unanime degli altri 18 Paesi di Euroruppo, compresi Austria e Slovacchia[3] che, a dire dei nostri Dioscuri, sarebbero i loro alleati. https://www.tgcom24.mediaset.it/economia/ue-dombrovskis-serve-una-correzione-considerevole-alla-manovra-italiana-_3173115-201802a.shtml.

Il nostro Ministro Tria, lasciando la riunione anzitempo (non ha partecipato alla conferenza stampa finale) ha dichiarato ai giornalisti che “La manovra non cambia, stiamo discutendo. Dobbiamo rispondere alla Commissione entro il 13”  lasciando aperto, forse, uno spiraglio alla trattativa, come, cogliendo troppo in anticipo alcuni segnali, speravo in questo mio post http://giuli44.altervista.org/compromesso/.

Ora l’Italia, già isolata all’interno dell’Unione, può solo attendere le posizioni degli azionisti di maggioranza del Governo.   Salvini e Di Maio saranno disposti a cedere qualcosa o, arroccati sulle loro posizioni, lasceranno che la procedura di infrazione per debito eccessivo si concretizzi per portarci al capolinea da loro desiderato: l’uscita dall’Euro?  E senza alcun referendum http://giuli44.altervista.org/euro/.   http://giuli44.altervista.org/rilancio/.

 

[1] Consiglio Economia e Finanza (da cui, ECO-FIN) è formato da tutti i Ministri delle Finanze dei 28 Paesi U.E.

[2] E’ il centro di coordinamento europeo che riunisce i Ministri delle finanze dei 19 Stati membri che adottano l’euro, ossia la cosiddetta eurozona.

[3] Il Ministro delle finanze Austriaco Hartwig Loegerci,  ha detto che in merito alla manovra italiana “aspettiamo che le regole siano rispettate”, perché “c’è bisogno di un approccio equo e comune a queste regole“, mentre lo slovacco Peter Kazimir ha dichiarato “che l’approccio e i passi assunti dal Governo Italiano stiano mettendo a rischio” gli obiettivi di equità e stabilità dell’Ue.