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UN FUTURO PER L’ITALIA.

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Un Governo deve avere un disegno di futuro da calare nella società.

Può un Governo sopravvivere a se stesso privo di un disegno di società?

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In questo momento l’Italia ha un Governo non in grado di immaginare un futuro.  E’ il limite dei Governi di coalizione, soprattutto per questo che presenta alleati di improbabile omogeneità.

Da una parte il Movimento 5 Stelle con nel DNA l’idea della “decrescita felice”, mutuata fuori tempo dai “Figli dei Fiori”.  Per di più portata avanti in maniera assolutamente contraddittoria: al dichiarato rispetto per l’ambiente contrappongono tutta la loro ostilità per le grandi opere ferroviarie, rallentando, se non bloccando, l’ammodernamento del sistema trasporti.  Fondano la loro base elettorale non sulle forze migliori e più avanzate della società, ma su una sorta di plebe cui vengono promessi panem et circenses.[1]

Parlando dell’altra forza nella maggioranza, la Lega, questo è il partito, oltre che manifestamente razzista,  dell’evasione fiscale, ora anche istituzionalizzata con condono e flat-tax.  Dato in pasto alla base la famosa quota 100 sulle pensioni, non tarderà a far avanzare il proprio disegno di distruzione dello Stato attraverso una decisa riduzione della tassazione e conseguente ridimensionamento del welfare.[2]

Entrambi i contraenti hanno poi nel mirino l’Europa e l’Euro.  La Lega ha portato il NO EURO nel simbolo elettorale 6 masi fa; i 5Stelle si sono sempre espressi per celebrare un referendum contro l’Euro.[3]  Vedendo a cosa sta succedendo nel Regno Unito, che pure ha un parziale ombrello nel Commonwealth, immagino quale catastrofe si abbatterebbe sull’Italia in caso di uscita dall’Unione: un piccolo Paese in balia dei colossi USA, Russia, Cina.

CONTRASTARE E FORMARE.

Contrastare chi vuole distruggere è il primo imperativo di un’opposizione, senza fermarsi qui.  Proporre l’idea di una società accogliente e giusta, più preparata attraverso la formazione non solo dei giovani, ma anche di chi, già entrato nei meccanismi produttivi, ha necessità di un periodico aggiornamento non solo per essere versatilmente più inserito, ma per essere pronto a entrare in nuove dimensioni lavorative.

Questo dobbiamo chiedere ai rappresentati dell’opposizione, in specie a quel PD che sta per celebrare il Congresso.    Occorre non mollare nel pretendere a chi si presenta candidato parole chiare su possibili alleanze, obiettivi precisi e condivisi, ma, ancor più, su programmi atti a delineare un credibile futuro per il Paese.

 

[1] https://www.gazzettadiparma.it/news/editoriali/555783/decrescita-felice-poverta-infelice.html.

[2] https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/22/condoni-cgia-inutili-45-anni-solo-1318-miliardi-allo-stato-la-pace-fiscale-rischia-di-non-produrre-il-gettito-atteso/4643214/.

[3] http://giuli44.altervista.org/obiettivo-in-vista-anche-no/.