UN RE TRAVICELLO

Immagine correlata
Le rane chiedono un Re che riorganizzi il loro stagno. Arriva ik Re Travicello.

IL RE TRAVICELLO

Ricordate la fiaba di Fedro o la poesia di Giuseppe Giusti?  Ora l’Italia ha il suo Re Travicello!

—–°°°—–

Per chi non ricorda la fiaba di Fedro sul Re Travicello faccio un rapido riassunto.

“Un gruppo di rane abituate da tempo a muoversi troppo liberamente per lo stagno, chiedono a Zeus un re autoritario che reprima quel modo di vivere sregolato. Il dio, divertito dalla richiesta, non fa altro che lanciare nello stagno un pezzo di legno (un “travicello”), indicandolo come nuovo monarca dello stagno. Le rane scoprono presto che il loro sovrano non fa nulla a parte galleggiare: lo provocano con ogni tipo di ingiuria e sberleffo senza ottenere alcuna reazione. Deluse dal dono, si rivolgono di nuovo a Zeus chiedendo un re che non sia una nullità. Il dio manda allora nello stagno una serpe, che inizia a divorarle una ad una. Le rane per la paura perdono la voce; le poche che si salvano mandano un’ambasciata all’Olimpo attraverso Ermes, supplicando di essere risparmiate. Zeus però risponde loro “Poiché un buon re vi dispiacque, abbiatene uno malvagio”.

Oggi Luigi Di Maio si è espresso così alla Assemblea di Confcommercio:  “Avete la mia parola qui a Confcommercio che l’Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate”.  Si può condividere o contestare l’affermazione.  Certo i negozianti temono che l’aumento dell’IVA incida negativamente sui consumi e, conseguentemente, sui loro guadagni, ma Tria, Ministro dell’Economia, afferma “…. ho sostenuto da oltre un decennio e non da solo, che in Italia si debba riequilibrare il peso relativo delle imposte dirette e di quelle indirette spostando gettito dalle prime alle seconde.”  In sostanza condividendo i suggerimenti il tal senso dell’Unione Europea, l’effetto deflattivo dell’aumento IVA verrebbe compensato dal taglio delle imposte dirette.

La rassicurazione del Di Maio, oltre ad essere in contraddizione col Ministro competente, spetterebbe al Presidente del Consiglio, non a lui.  C’è stato altro in quella riunione: Di Maio ha promesso anche della necessità di “abolire” tutti gli strumenti anti-evasione come lo spesometro, lo split payment, gli studi di settore: come dire evadete pure, cari commercianti, noi guarderemo da un’altra parte.  Altro episodio: alla Camera durante il dibattito sulla fiducia il premier, Giuseppe Conte, chiede il permesso per poter leggere un passaggio del discorso al vice premier, Di Maio appunto, che gli risponde “NO !”.  Ultimo: la polemica con Cantone.  L’autorità anticorruzione che Cantone presiede rallenta il corso degli appalti.  Come dire: lasciamo le porte aperte, entrerà qualche ladro, ma faremo prima ad entrare in casa.

Ecco l’Italia ha il suo RE TRAVICELLO che domani andrà in Canada alla riunione de G7 a rappresentarci!   Ad ogni argomento, prima di esprimersi, telefonerà prima a Di Maio per sapere come rispondere sui dazi USA o a Salvini per farsi dare l’imbeccata sulle sanzioni alla Russia, fingendo un attacco di prostatite per andare in bagno?   E Zeus (cioè il popolo sovrano) avrà ancora voglia di vedere un Re Travicello o insedierà al suo posto una serpe (Salvini)?

 

 

Precedente VISEGRAD ASPETTA L'ITALIA. Successivo CHI HA SPARATO A SAN CALOGERO?