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UNA CORSA SENZA VINCITORI.

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Potremo perdere il filo della convivenza, ma mai dimenticare la spada di Damocle che pende sui nostri capi, pena la nostra cancellazione.  Così recepisco il post di Nonna Edilia che segue.

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Minaccia nucleare: monito perentorio che gravita sulle decisioni, i progetti, le culture di ogni comunità.   Mai, nella sua storia, l’uomo si è trovato fra le mani uno strumento di tale potenzialità distruttiva da riguardare tutto il Pianeta.  Il dilemma è drammatico: vita – autoptosi.  E’ un nuovo Rubicone che non cerca conquista ma sopravvivenza.

«Primum vivere» è dettato sacro, primordiale.  Convivenza, dunque. Lasciamo alle diplomazie, ai trattati internazionali il compito di dirimere le controversie, gli scontri.

E’ solo un proclama: ci sono alternative? questa prospettiva realistica tuttavia sconvolge misure mentali, valori, pregiudizi sedimentati nel passato per millenni; si sono inseriti nelle diverse culture: leggende bibliche, istinti aggressivi mai sopiti.  Si riscoprono i fantasmi delle  invasioni, arrembaggi, vandalismi barbarici.

La diffidenza dell’uomo sull’uomo “diverso” è più che mai presente e rifiuta l’idea di convivere con gruppi umani sconosciuti, ma temuti, disprezzati.  Non importa se sappiamo che le diversità morfologiche, comportamentali si spiegano con motivi di trofismo naturale: ogni ambiente richiede adattamenti, interazioni, coinvolgimenti vitali.

Si scatenano reazioni scomposte, isteriche, talora patetiche nel rimpiangere il “bel tempo che fu”, quando la Terra era piatta e la Luna un sogno irraggiungibile.

Ieri erano le guerre che premiavano, selettivamente, i più forti.  Oggi, nell’Era Atomica, il più forte è l’uomo più intelligente, il più abile nell’elaborare rapporti e sistemi idonei alla civile convivenza, garantita da diritti e doveri condivisi.

E’ arrivato il momento cruciale della “presa di coscienza”, quella auspicata dai nostri progenitori (Genesi) che, dovendo scegliere tra l’Eden, spensierato, hanno preferito l’Albero della Conoscenza, del sapere, del libero arbitrio anche se faticoso, difficile.